The Theory of Colors

During the nineteenth century many scientists begin to investigate issues related to the color, this research strongly influence the painters themselves who will use these new theories to achieve effects greater brightness and color intensity.
The very first color studies date back to the seventeenth century, when Isaac Newton in 1666 showed that light is composed of colored light waves. In fact, a beam of light that passes through a glass prism is decomposed into seven rays (red, orange, yellow, green, blue, indigo and violet), and then from a mixture of these are then made ​​the other colors.
In the same year the English chemist Robert Boyle shows that the pigments are reducible to three colors, which called primary, or red, blue and yellow.

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Nel corso dell’Ottocento numerosi scienziati iniziano ad indagare su questioni legate al colore; queste ricerche influenzeranno fortemente i pittori stessi che utilizzeranno queste nuove teorie per ottenere effetti di maggior luminosità e intensità cromatica.
I primissimi studi sul colore risalgono però al Seicento, quando Isaac Newton nel 1666 dimostrò che la luce è composta da onde luminose colorate. Infatti un raggio di luce che passa attraverso un prisma di vetro viene scomposto in sette raggi (rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto), quindi dalla mescolanza di questi vengono poi realizzati gli altri colori.
Negli stessi anni il chimico inglese Robert Boyle dimostra che i pigmenti sono riducibili a tre colori, che chiama primari, ovvero rosso, blu e giallo.

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In the eighteenth century, the Encyclopédie of Diderot and D’Alembert, the researches of Newton and Boyle are related with those of the scientist-philosopher Georges-Louis Buffon and it is argued that the presence of the three primary colors and three secondary colors, the latter arose from the mixture of two primaries. Buffon also focuses on how the perception of color by the human eye, arguing that vary depending of the combination with other colors.

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Nel Settecento, nell’Encyclopédie, di D’Alembert e Diderot, le ricerche di Newton e Boyle vengono relazionate con quelle dello scienziato-filosofo Georges-Louis Buffon e si sostiene che la presenza di tre colori primari e di tre colori secondari, questi ultimi sorti dalla mescolanza di due primari. Buffon inoltre si sofferma sulle modalità di percezione del colore da parte dell’occhio umano, sostenendo che variano a seconda dell’accostamento con altri colori.

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At the beginning of the nineteenth century the French chemist Eugène Chevreul started research on the intensity of the colors and the coloring, discovering what he calls the law of simultaneous contrast of colors (also the title of the book published in 1839). According to this law, each color affects what stands beside him, reflecting on it’s own complementary example, by the next red and green, the latter is strengthened because of the halo green red projecting onto it, while if you mix the two complementary vanish and fade to gray. Specifically Chevreul departed from the observation that each color considered isolated against a white field is surrounded by a halo of color of its complement, if any two colors are combined, the halo of each one will overwrite the other producing, visually, two colors veiled slightly different from what would have appeared if taken individually. Chevreul devised a color circle divided into 72 parts where the primary colors (red, yellow and blue) and secondary complementary (green, violet and orange) are accompanied by numerous shades.

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Agli inizi dell’Ottocento il chimico francese Eugène Chevreul avvia delle ricerche sull’intensità dei colori e il cromatismo, scoprendo quella che chiama la legge del contrasto simultaneo dei colori (titolo anche del libro edito nel 1839). Secondo questa legge, ogni colore influenza quello che gli sta accanto, riflettendo su di esso il proprio complementare: esempio, mettendo accanto rosso e verde, quest’ultimo si rafforza a causa dell’alone verde che il rosso proietta su di esso, mentre se si mescolano i due complementari si annullano e tendono al grigio. Nello specifico Chevreul partì dall’osservazione che ogni colore considerato isolato contro un campo bianco appare circondato da un’aureola del colore del suo complementare; se si accostano due colori qualsiasi, l’aureola di ognuno andrà a sovrapporsi all’altro producendo, visivamente, due colori velati leggermente diversi da come sarebbero apparsi se presi singolarmente. Chevreul ideò un cerchio cromatico diviso in 72 parti in cui i colori primari (rosso, giallo e blu) e i secondari complementari (verde, violetto e arancione) sono accompagnati da numerose sfumature.

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It was the post-impressionist painter, Georges Seurat to use in a systematic way the rules of Chevreul and his friend the painter Paul Signac, adopting the technique of separation of color on the canvas. Important for Seraut are the lyrics: “Grammar of the arts of design” by Charles Blanc published in 1867 which reproduced clearly and briefly the theories of Chevreul, and “Moder Chromatics” of 979 of Ogden Rood. To the theory of simultaneous contrast, adds the principle of retinal reconstruction that matched the colors on the canvas would be reassembled and fused from the retina of the eye of observers without mechanical intervention of the painter, or the chemical mixture of colors. These artists stretch separate small strokes of pure color that is juxtaposed remote melted, mixed automatically by the eye.

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Fu il pittore post-impressionista, Georges Seurat a utilizzare in modo sistematico la leggi di Chevreul: insieme all’amico pittore Paul Signac, adotta la tecnica della divisione del colore sulla tela. Importanti per Seraut sono i testi: “Grammatica delle arti del disegno” di Charles Blanc pubblicato nel 1867 che riprendeva in modo chiaro e sintetico le Teorie di Chevreul, e “Moder Chromatics” del 979 di Odgen Rood. Alla teoria del contrasto simultaneo, aggiunge il principio della ricomposizione retinica secondo cui i colori accostati sulla tela sarebbero stati ricomposti e fusi dalla retina dell’occhio degli osservatori senza l’intervento meccanico del pittore, ovvero la mescolanza chimica dei colori. Questi artisti stendono piccole pennellate separate di colore puro giustapposto che viene a distanza fuso, mescolato automaticamente dall’occhio.

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The key issue is the contribution given by the studies of Charles Henry on the influence of shapes and colors on human psychology. Always the early nineteenth century, the German writer, Goethe, in his book “Theory of Colours”, express the idea of a relationship between colors and feelings. Henry in his research argues that the warm colors, such as red and yellow, evoke feelings of pleasure, while the cool colors, such as blue and green, inhibit the expansion of feelings. The same happens with the direction of the lines: the pleasure is associated with movements upwards and from left to right, while the melancholia is the product of static lines, which go down and from right to left.
In the twentieth century these ideas will be taken over by the Russian painter Wassily Kandinsky.

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Fondamentale è anche il contributo dato dagli studi di Charles Henry sull’influenza delle forme e dei colori sulla psicologia umana. Sempre agli inizi dell’Ottocento, lo scrittore tedesco, Goethe, nel suo libro “Teoria dei colori”, esprimi l’idea di un rapporto tra colori e sensazioni. Henry nelle sue ricerche sostiene che i colori caldi, come il rosso e il giallo, suscitano sensazioni di piacere, mentre i colori freddi, come il blu e il verde, inibiscono l’espansione di sentimenti. Lo stesso avviene con la direzione delle linee: il piacere si associa con movimenti verso l’alto e da sinistra a destra, mentre la melanconia è il prodotto di linee statiche, che vanno verso il basso e da destra a sinistra.
Nel Novecento queste idee saranno riprese da pittore russo Vasilij Kandinskij.

Search:
P. Ball; Colore. Una biografia
G.C. Argan; L’Arte Moderna. 1770-1970
P. De Vecchie, E. Cerchiari; Arte nel Tempo. Dal Postimpressionismo al Postmoderno. Vol.III

Chiara

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