The History of Coffee

The spread of coffee is linked to the history of wars, colonization and trade.
According to the experts, the import and cultivation of the coffee plant spread to Arabia, Yemen, following the Ethiopian invasions of the thirteenth and fourteenth centuries.

La diffusione del caffè è legata alla storia delle guerre, delle colonizzazioni e commercio.
Secondo gli studiosi l’importazione e la coltivazione della pianta del caffè si diffuse in Arabia, nello Yemen, in seguito alle invasioni etiopiche del XIII e XIV secolo.

In the Arab world , men tend to gather together to enjoy coffee.
At the beginning, the Arabs did not favor the spread of coffee, which they considered having something to keep secret , and he forbade the export , because in Arabia until 1400 the coffee beans were also used by doctors for healing purposes.
In Mecca and Medina already in the fifteenth century were the first public Tap , where men came to taste a bitter coffee and dense.
The use of the drink was hampered because of its exciting effects that contrasted with the imperatives of Islamic law, so much so that some authorities condemned the consumption in public places: coffee shops were closed, the shopkeepers were arrested and stocks publicly burned.
It was the Sultan of Egypt to revoke the orders issued and the coffee became more and more popular, even if the religious authorities continued to argue with because of the increase in taverns as places of perdition , that the faithful departed from the mosques.
The population was alarmed by measures which made known the damage that coffee procured the body. In the mosques they thundered against the drink , preaching that drinking was a sin.
None of thi , however, managed to curb the spread of the black drink.

Nel mondo arabo, gli uomini tendono a riunirsi insieme per gustare il caffè.
All’inizio, gli arabi non favorirono la diffusione del caffè, che ritenevano qualcosa da dover tener segreto, e ne proibirono l’esportazione, anche perché in Arabia fino al 1400 i grani di caffè venivano anche utilizzati dai medici a scopo curativo.
Alla Mecca e a Medina già nel XV secolo erano presenti le prime mescite pubbliche, dove gli uomini entravano per degustare un caffè amaro e denso.
L’uso della bevanda fu ostacolata a causa dei suoi effetti eccitanti che contrastavano con gli imperativi della legge islamica, tanto che alcune autorità condannarono il consumo nei locali pubblici: botteghe del caffè furono chiuse, i negozianti furono arrestati e le scorte bruciate pubblicamente.
Fu il Sultano d’Egitto a revocare gli ordini emessi e il caffè divenne sempre più popolare, anche se le autorità religiose continuarono a contestarlo a causa dell’aumento delle bettole, viste come luoghi di perdizione, che allontanavano i fedeli dalle moschee.
La popolazione fu allarmata con provvedimenti che rendevano noti i danni che il caffè procurava all’organismo. Nelle moschee si tuonava contro la bevanda, predicando che berla era peccato.
Nulla di questo riuscì però a frenare la diffusione della bevanda nera.

During the reign of Suleiman the Magnificent in Constantinople were opened the first “coffee”, which took the name of “Schools for educated people” or “School of Wisdom”, where the drink was known as “milk of chess players and thinkers”. Soon these became places for the local elite of artists, writers, scholars, intellectuals and public officials.

Durante il Regno di Solimano il Magnifico, a Costantinopoli vennero aperti i primi “caffè” che presero il nome di “Scuole per persone colte” o “Scuole della Sapienza”, dove la bevanda era detta “Latte dei giocatori di scacchi e dei pensatori”. Presto questi locali divennero luoghi per elite di artisti, scrittori, letterati, intellettuali e pubblici funzionari.

The coffee arrived in the West in the second half of the seventeenth century: the date fixed by the scholars is the year of the defeat of the Turks and expelled from Vienna. After their expulsion, were found bags of beans that Westerners did not know how to use, except Kolschitzky, a Pole who had lived in Turkey. Initially, the Viennese did not appreciate a lot of coffee, so Kolschitzky stirred his coffee with milk and honey. getting a drink similar to our cappuccino. In this case, success was immediate.
He was born the first coffee of the European world, called “La Bottega Blue.”

Il caffè arrivò in Occidente nella seconda metà del Seicento: la data fissata dagli studiosi è l’anno della sconfitta e scacciata dei Turchi da Vienna. Dopo la loro cacciata, furono trovati sacchi pieni di chicchi che gli occidentali non sapevano come usare, tranne Kolschitzky, un polacco che aveva vissuto in Turchia. Inizialmente, i viennesi non apprezzavano molto il caffè, così Kolschitzky mescolò il caffè con miele e latte. ottenendo una bevanda simile al nostro cappuccino. In questo caso, il successo fu immediato .
Nacque il primo caffè del mondo europeo, chiamato “La Bottega Blu”.

In 1570, coffee made ​​its appearance in Venice, through the physician and botanist paduan Prospero Alpino. Initially, the cost of the drink was very high and only the rich could afford it. In a short time the coffee became a very popular, in fact, at the beginning of the eighteenth century admirers and lovers were in the habit of sending their beloved boxes of chocolate and coffee.
In 1716, the owner of the first Venetian coffee, he published a book extolling the virtues of healthy product, and in 1763 Venice had 218 coffee.
The introduction of coffee collided with the opinion of members of the Church, some Christian fanatics invited Pope Clement VIII to ban the “devil’s drink”. The pope did not support this request and this helped its spread.

Nel 1570 il caffè fece la sua comparsa a Venezia, attraverso il medico e botanico padovano Prospero Alpino. Inizialmente, il costo della bevanda era molto elevato e solo i ricchi potevano permetterselo. In breve tempo il caffè divenne un prodotto molto amato, infatti, all’inizio del Settecento corteggiatori ed innamorati avevano l’abitudine di inviare alle amate scatole di cioccolata e caffè.
Nel 1716, il proprietario del primo caffè veneziano, pubblicò un libretto che esaltava i pregi salutari del prodotto; e nel 1763 a Venezia si contavano 218 caffè.
L’introduzione del caffè si scontrò con il parere di esponenti della Chiesa: alcuni fanatici cristiani invitarono Papa Clemente VIII ad interdire la “bevanda del diavolo”. Il papa non appoggiò questa richiesta e questo aiutò la sua diffusione.

In France, the coffee was introduced in 1644 by Marseilles merchants from East. In 1671 a group of individuals in Marseille opened the first public coffee shop , frequented by wealthy merchants and sailors who met to organize their business . Some French winemakers began a negative propaganda on coffee and , with the help of some doctors, spread the news that coffee caused impotency and be enemy of love. He took coffee shops sprang up even in Paris, Lyon, Toulouse and Bordeaux. The coffee got great fortune at the court of Louis XIV, who was in the habit of preparing it personally . The coffee became fashionable among the members of the Court. The coffee shops were born in the shadow of the famous scene of the “Comedie Francaise”: the first was opened in 1679 and was the prototype of the future European coffee. The most famous shop was the “Cafe’ Procope”, a favorite haunt of philosophers , artists , sociologists , politicians and writers including Voltaire and Diderot. Another important meeting place for intellectuals of the French capital was the “Cafe ‘ de la Regence”, by a florentine that made him famous also for ice cream and sorbets.

In Francia il caffè fu introdotto nel 1644 da mercanti marsigliesi provenienti da Oriente.
Nel 1671 a Marsiglia un gruppo di privati aprirono la prima Bottega pubblica del Caffè, frequentata dai mercanti e navigatori più facoltosi che si incontravano per organizzare i loro viaggi d’affari. Alcuni viticoltori francesi cominciarono una propaganda negativa sul caffè e, con l’aiuto di alcuni medici, diffusero la notizia che il caffè favorisse l’impotenza e fosse nemico dell’amore.
Prese sorsero botteghe del caffè anche a Parigi, Lione, Tolosa e Bordeaux.
Il caffè ottenne grandissima fortuna alla corte di Luigi XIV, che aveva l’abitudine di prepararlo personalmente. Il caffè divenne di moda tra i membri della Corte.
Le botteghe del caffè nacquero all’ombra del famoso teatro della “Commedie Francaise”: la prima venne aperta nel 1679 e fu il prototipo dei futuri caffè europei.
La più famosa bottega fu il “Cafe’ Procope”, meta ambita di filosofi, artisti, sociologi, uomini politici e letterati tra cui Diderot e Voltaire. Un altro importante luogo di incontro per gli intellettuali della capitale francese era il “Cafe’ de la Regence”, aperto da un fiorentino che lo rese famoso anche per i gelati e i sorbetti.

In Germany the spread of coffee take long for a few years due to the preference of the people of beer. The first German coffee was built in 1679 in Hamburg, at the behest of an English merchant.
Soon they opened coffee shops in Frankfurt, Leipzig , Nuremberg and Berlin.
The complaints of the brewers were not long in coming, as Frederick II of Prussia had to take measures to curb the growing coffee market to prop up the state budget. The king issued a decree which set itself the monopoly of roasting : the unique roasting of grains belonged to the state. On January 21, 1781 was promulgated a decree : forbade anyone to own or lease or to be roasted coffee beans , with a penalty of 10 pounds; forbade those who were not authorized to roast the coffee beans and those already owned , were informed by 8 days, the office of the government grant .
On the outskirts of Berlin were created oasis of refreshment where tourists could stop for some milk and coffee. As contrasted with these rules , the owners provided the gypsies only cups and hot water , and tourists were preparing the coffee soli. With the death of Frederick II of Prussia, the decree was deleted.

In Germania la diffusione del caffè tardò per alcuni anni a causa della preferenza del popolo della birra.Il primo caffè tedesco sorse nel 1679 ad Amburgo, per volere di un commerciante inglese.
Presto aprirono botteghe del caffè a Francoforte, Lipsia, Norimberga e Berlino.
Le lamentele dei produttori di birra non tardarono ad arrivare, così Federico II di Prussia dovette prendere misure per frenare il crescente mercato del caffè per risollevare il bilancio dello Stato. Il re emise un decreto in cui si prefisse il monopolio della torrefazione: l’esclusiva della tostatura dei grani apparteneva allo Stato. Il 21 gennaio 1781 fu promulgato un decreto che: proibì a chiunque di possedere o cedere caffè torrefatto o da torrefare, pena la multa di 10 libbre; vietò a chi non fosse autorizzato di tostare i grani e a quanti possedevano già caffè, dovevano informate, entro 8 giorni, l’ufficio di concessione governativo.
Nella periferia di Berlino furono create oasi di ristoro dove i turisti potevano sostare per rifocillarsi, bevendo latte e caffè. Poiché queste contrastavano con le norme, i proprietari fornivano i gitani solo di tazze ed acqua calda e i turisti preparavano i caffè da soli.Con la morte di Federico II di Prussia il decreto fu eliminato.

In 1652, Daniel Edward, English merchant returning from a trip to the East , he introduced the coffee beans to his friends, offering coffee to his house. Following his example, many intellectuals began to meet in private homes, forming clubs, to enjoy coffee while discussing art , literature and politics. These were known as Coffehouse, and the most famous was that of Oxford.
It was,  however, Daniel Eduard opened the first coffee to make public in London, the “Michael ‘s Alley”.
The luck of coffee in England was the fact that the coffee served to combat the scourge of alcoholism, widespread in British society.
The coffee went through a period of uncertainty in 1674 women, feeling neglected by men, promoted a petition against the drink. In response, the men did print a document to refute the slanderous insinuations .
Another dark period for the coffee, it was December 1675 when King Charles II of England ordered the closure of Coffee, fearful that they were meeting places for organizing events of the uprising.

Nel 1652 Daniel Eduard, negoziante inglese di ritorno da un viaggio in Oriente, fece conoscere i grani di caffè ai suoi amici, offrendogli il caffè a casa sua. Seguendo il suo esempio, molti intellettuali iniziarono a riunirsi nelle case private, formando club, per gustare il caffè, mentre discutevano di arte, letteratura e politica. Questi erano conosciuti con il nome Coffeehouse, e il più famoso fu quello di Oxford.
Fu, però, Daniel Eduard a far aprire il primo caffè pubblico a Londra, il “Micheal’s Alley”.
La fortuna del caffè in Inghilterra fu il fatto che il caffè servì a combattere la piaga dell’alcolismo, molto diffuso nella società inglese.
Il caffè visse un periodi di incertezza: nel 1674 le donne, sentendosi trascurate dagli uomini, promossero una petizione contro la bevanda. In risposta, gli uomini fecero stampare un documento per confutare le insinuazioni calunniose.
Altro periodo buio per il caffè, fu il dicembre 1675, quando il sovrano Carlo II d’Inghilterra ordinò la chiusura dei Caffè, timoroso che fossero luoghi di incontro per organizzare manifestazioni di rivolta.

In mid-eighteenth century extensive coffee plantations flourished in most tropical countries. France was one of the first countries to exploit their colonies for the production of coffee. With the Napoleonic embargo in the early 1800s, the spread of plantations by the French suffered a slowdown in favor of the British.
From Arabia and from neighboring African countries, thanks to the Dutch, French, English, Spanish and Portuguese, crops invaded the Asian region and Latin America. Guayana from the coffee trees arrived in Brazil in 1727. Under the guidance of botanical Among Jose Mariano De Conceicao Veloso, the coffee began to be cultivated in Para to spread throughout Brazil, taking the place of the cultivation of sugar cane.

A metà del XVIII secolo estese piantagioni di caffè prosperavano nella maggior parte dei paesi tropicali. La Francia fu una delle prime nazioni a sfruttare le proprie colonie per la produzione del caffè. Con l’embargo napoleonico, nei primi del 1800, la diffusione della piantagioni da parte dei francesi subì una frenata, a favore degli inglesi.
Dall’Arabia e dai paesi africani limitrofi, grazie agli olandesi, francesi, inglesi, spagnoli e portoghesi, le coltivazioni invasero la zona asiatica e l’America latina. Dal Guayana le piante del caffè arrivarono in Brasile nel 1727. Sotto la guida del botanico Fra Jose Mariano De Conceicao Veloso, il caffè iniziò ad essere coltivato a Para per estendersi in tutto il Brasile, prendendo il posto delle coltivazioni di canna da zucchero.

(Images from Web)

Chiara

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