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Top 20 ice cream shops in the world

A few days ago, on Italian newspapers appeared a very interesting ranking: “Top 20 ice cream shops in the world.
So, given that we are dealing with the issue, I decided to bring you this list.
P.S. There will also be two additions

Qualche giorno fa, su giornali italiani è apparsa una classifica molto interessante: “Le migliori 20 gelaterie del mondo.
Così, dato il tema che stiamo trattando, ho deciso di riportarvi questa classifica.
P.S. ci saranno anche due aggiunte

. Blue Marble, Brooklyn (New York)

Giolitti, Roma (Italy)

Salt & Straw Ice Cream, Portland (Oregon)

Al gelatone, Palermo

Amy’s Ice Creams, Austin (Texas)

Bedussi Gelateria, Brescia

Big Gay Ice Cream, New York City

Chinatown Ice Cream Factory, New York City 

Churn, Phoenix (Arizona)

Cream, Berkeley (California)

Glacier Berthillon, Parigi

Bi-Rite Creamery, San Francisco (California)

Gelateria Bilancione, Napoli

Gelateria Carapina, Firenze 

Gelateria Pepino, Torino

Gelato Messina, Darlinghurst (Australia)

Island Creamery, Chincoteague (Virginia)

La gelateria della musica, Milano

Milk, Los Angeles (California)

The Comfy Cow, Louisville (Kentucky)

(Source: D la Repubblica)

My suggestions:

Gelateria Del Biondo, Brescia

Gelateria del Teatro, Roma

 

(Chiara)

 

 

 

 

 

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The Ice Cream Today

The Ice Cream Today

Nowadays it is normal to go to the bar to buy a packaged ice cream or go to the nearest ice cream cone to eat a craft, but for a long time it did not.

One of the first to produce gelatp for a real business Pepinoi was the ice cream shop in 1884 in Turin.

Among the various schools that have distinguished themselves over time in the manufacture of ice cream is worth mention that the Veneto, in particular that of the Val di Zoldo, Cadore and Belluno province, which has been able to be appreciated all over the world.

Gelato

The main ingredient of ice cream is milk, followed by sugar and cream (respectively about 60% of the first, between 14 and 24% the second and between 5 and 20 & third), sometimes is also added a quantity of skimmed milk powder to ensure an adequate intake of protein and milk solids, which are vital for the maintenance of the structure: the lactose present in about 50% is used to absorb the free water and proteins to give shape and stability .

In a good homemade ice cream there must be a proper balance of the solid ingredients, such as: the fat cow, sometimes combined with the egg yolk, sugar and milk solids not fat.

There are other solid ingredients, such as fat-water emulsion stabilizers, thickeners bond for water, and solids in recipes specific products such as cocoa or dried fruit.

The base mix for the tastes must be subjected to pasteurization in order to make hygienically safe and to obtain a better bond between the solid components and water, resulting in a more stable structure and a more creamy texture in the final product.

Artisan gelato fruit water, or sherbet, milk is absent; its ingredients are in fact, the fruit (between 25 and 60%) and added sugars (about 25%).

Since, the less creamy than normal ice cream sorbet, gelato makers add some milk too so that the product is creamier and can be appreciated by a wider range of consumers.

The preparation of ice cream done by the use of special machines that enable the management of the various phases.

Italy is the only country in the world where gelato covers 55% of the market, thanks to extensive coverage, the history, the tradition, the habit of walking ice cream and the professionalism of the staff.

The Ice Cream Business

It ‘an ice cream that is produced several months before being consumed, and are used in its production preparations and raw materials such as powdered milk and fruit juice concentrates, and additives such as coloring agents, emulsifiers, stabilizers and flavorings.

In the production of these ice cream there is also the introduction of air, during the step of chilling, in fact they are often called gealati blown.

Differences between the ice cream and the industrial

  • In the artisan gelato, the product is usually fresh and produced by the same dealer.
  • In the artisan gelato is present in a minor amount of fat (6-10% in handcrafted 8-12% in industry).
  • In the artisan gelato is present in a smaller amount of air (max 35% in the craft, min 70% in the industrial ones).

Il Gelato di Oggi

Al giorno doggi è cosa normale andare al bar a comprare un gelato confezionato o andare alla gelateria più vicina per mangiare un cono artigianale, ma per molto tempo non fu così.

Uno dei primi a produrre gelatp per una vera e propria attività commerciale fu la gelateria Pepinoi nel 1884, a Torino.

Tra le varie scuole che si sono distinte nel tempo nella fabbricazione del gelato merita senz’altro citazione quella veneta, in particolare quella della Val di Zoldo, del Cadore e della provincia di Belluno, che ha saputo farsi apprezzare in tutto il mondo.

Il Gelato Artigianale

L’ingrediente principale del gelato artigianale è il latte, seguito dallo zucchero e dalla panna (rispettivamente circa il 60% del primo, tra il 14 e 24% il secondo e tra il 5 e il 20& il terzo), alcune volte viene aggiunta anche una quantità di latte magro in polvere per garantire un adeguato apporto di proteine e solidi del latte, di vitale importanza per il mantenimento della struttura: il lattosio presente in circa 50% serve per assorbire l’acqua libera mentre le proteine per dare corpo e stabilità.

In un buon gelato artigianale ci deve essere un corretto bilanciamento degli ingredienti solidi, quali: il grasso vaccino, unito talvolta con il tuorlo d’uovo, gli zuccheri ed i solidi magri del latte.

Esistono poi altri ingredienti solidi, come gli stabilizzanti dell’emulsione acqua-grasso, gli addensanti di legame per l’acqua, e solidi presenti nelle ricette specifiche come i prodotti derivati dal cacao o la frutta secca.

La miscela base per i gusti deve essere sottoposta a pastorizzazione al fine di renderla igienicamente sicura e di ottenere un miglior legame tra componenti solidi e acqua, risultante in una struttura più stabile e una tessitura più cremosa nel prodotto finale.

Nel gelato artigianale di frutta all’acqua, o sorbetto, il latte è assente; i suoi ingredienti sono infatti, la frutta ( tra il 25 e il 60%) e gli zuccheri aggiunti ( circa un 25%).

Essendo, il sorbetto meno cremoso del normale gelato, alcuni gelatieri aggiungono ugualmente del latte affinchè il prodotto sia più cremoso e possa essere apprezzato da una più vasta gamma di consumatori.

La preparazione del gelato avviene mediante l’uso di apposite macchine che consentono la gestione delle varie fasi.

L’Italia è l’unica nazione al mondo dove il gelato artigianale copre il 55% del mercato, grazie alla copertura capillare, la storia, la tradizione, l’abitudine del gelato da passeggio e la professionalità degli addetti.

Il Gelato Industriale

E’ un gelato che viene prodotti diversi mesi prima di essere consumato, e nella sua produzione sono impiegati dei preparati e delle materie prime come latte in polvere e succhi di frutta concentrati, e di additivi come coloranti, emulsionanti, stabilizzanti ed aromi.

Nella produzione di questi gelati vi è anche l’introduzione dell’aria, durante la fase di gelatura, infatti spesso vengono chiamati gealati soffiati.

Differenze tra il gelato artigianale e quello industriale

  • Nel Gelato artigianale il prodotto è solitamente fresco e prodotto dallo stesso rivenditore.
  • Nel Gelato artigianale è presente una minor quantità di grassi (6-10% in quello prodotto artigianalmente 8-12% in quello industriale).
  • Nel Gelato artigianale è presente una minor quantità d’aria (max 35% negli artigianali, min 70% in quelli industriali).

The Coffee Milkshake

It’s from the Greek invention, its discovery occurred accidentally in 1957 by Dimitris Vakondios.
Its basic ingredients are instant coffee, sugar and water, and sometimes milk, depending on the ratio between its ingredients milk shake can be medium, sweet or bitter (metrios, glykòs or Skètos).

Metrios: 2 parts of coffee and 2 parts of sugar
Glykòs: 2 parts of 4 coffee and sugar
Skètos: sugar

How do you prepare?
In a tall glass, pour about an inch of water and add the desired amount of sugar and coffee, let’s shake all in a frappiera or in a blender until the formation of the foam that has to come about halfway up the glass.
Still add two or three ice cubes and water up to an inch from the edge, add milk to taste, serve with a straw.

Il Caffè Frappè

E’ di invenzione greca, la sua scoperta è avvenuta casualmente nel 1957 ad opera di Dimitris Vakondios.
I suoi ingredienti di base sono caffè istantaneo, zucchero ed acqua e talvolta latte; a seconda del rapporto tra i suoi ingredienti il frappè può essere medio, dolce o amaro (métrios, glykòs o Skètos).

Metrios: 2 parti di caffè e 2 parti di zucchero
Glykòs: 2 parti di caffè e 4 di zucchero
Skètos: senza zucchero

Come si prepara?
In un bicchiere alto, versiamo circa un centimetro d’acqua ed aggiungiamo la quantità desiderata di zucchero e caffè; agitiamo il tutto in una frappiera o in un frullatore fino alla formazione della schiuma che deve arrivare fino a circa metà del bicchiere.
Aggiungiamo ancora, due o tre cubetti di ghiaccio e dell’acqua fino ad un centimetro dal bordo, aggiungere latte a piacere, serviamo con una cannuccia.

Espresso

What is the most often consumed drink and loved by Italians?
But of course Espresso.

Quale è la bevanda più bevuta e amata dagli italiani?
Ma ovviamente il caffè Espresso.

The espresso comes from the roasting and grinding of the seeds of Coffea arabica and Coffea robusta.
The drink is obtained by the percolation of hot water under pressure passing through a layer of coffee roasted, ground and pressed, passing through the coffee powder, the water pressure is exhausted and the beverage flows out at atmospheric pressure.
Features of this method of preparation of coffee are: use of a high water pressure and the temperature never reaches the boiling point.
Even the cup is important to be warm before use.
You can choose whether to take the coffee into the cup porcelain or the glass (Glass Coffee).

L’espresso nasce dalla torrefazione e macinazione dei semi della Coffea arabica e dalla Coffea robusta.
La bevanda si ottiene della percolazione di acqua calda sotto pressione che passa attraverso uno strato di caffè tostato, macinato e pressato, passando attraverso la polvere di caffè, la pressione dell’acqua si esaurisce e la bevanda fuoriesce a pressione atmosferica.
Caratteristiche di questo metodo di preparazione del caffè sono: uso di un’elevata pressione dell’acqua e la temperatura che non raggiunge mai il punto di ebollizione.
Anche la tazzina è importante: prima dell’uso deve essere calda.
Si può scegliere se prendere il caffè nella tazzina di porcellana o in quella di vetro (Caffè in vetro).

The espresso was born in Turin in 1884, with the invention of the espresso machine, patented by Angelo Moriondo and perfected by the Luigi Bezzera.
The “espresso coffee” is the espresso machine that you use in bars. In such machines, the water is heated up to 85-90 ° C at a pressure of 9 Barg, then is passed through a system of coils that pass through the container where the coffee powder.
In 1905 the patent was bought by Desiderio Pavoni, who founded the company La Pavoni and began mass production in a workshop in Via Parini in Milan. The uptake occurred in the world thanks to Pier Teresio Arduino, with his company “Victoria Arduino”, and Achille Gaggia, who in 1947 introduced the “lever group” allowing the obtaining of the cream.

Il caffè espresso nasce a Torino nel 1884, in seguito all’invenzione della macchina per produrlo, brevettata da Angelo Moriondo e perfezionata dal milanese Luigi Bezzera.
La “caffettiera espresso” è la macchina per il caffè espresso che si usa nei bar. In tali macchine, l’acqua viene riscaldata fino a 85-90°C alla pressione di 9 Barg, poi viene fatta passare attraverso un sistema di serpentine che attraversano il contenitore dove si trova il caffè in polvere.
Nel 1905 il brevetto fu acquistato da Desiderio Pavoni, che fondò la ditta La Pavoni e iniziò la produzione in serie in un officina di via Parini a Milano. La diffusone nel mondo avvenne grazie a Pier Teresio Arduino, con la sua ditta “Victoria Arduino”, e a Achille Gaggia, che nel 1947 introdusse il “gruppo a leva” permettendo l’ottenimento della crema.

Variants:
Ristretto or short: less caffeine than espresso
Long coffee: you get letting it flow more water than a normal espresso and has a higher concentration of caffeine.
Caffè Macchiato: is obtained by adding a small amount of milk, hot or cold, in the express normal. In Trieste, the hot macchiato is known by the name of Cappuccino.
Coffee schiumato: is a macchiato where milk is added after hot foam, is often confused with cappuccino.
Caffè Corretto: is an espresso to which is added a small amount of brandy or alcohol, such as brandy, rum or sambuca. In some cases the alcohol is served separately at the coffee. In Spain it is known as Carajillo.
Resentin: typical of Veneto, after drinking coffee laced on the bottom of the cup remains a small amount of drink, which can be cleaned by pouring more alcohol.

Varianti:
Caffè ristretto o corto: contenuto di caffeina minore rispetto a quello dell’espresso
Caffè lungo: si ottiene lasciando fluire più acqua rispetto ad un normale espresso e si ha una maggiore concentrazione di caffeina.
Caffè macchiato: si ottiene aggiungendo una piccola quantità di latte, freddo o caldo, nell’espresso normale. A Trieste, il caffè macchiato a caldo è conosciuto con il nome di Cappuccino.
Caffè schiumato: è un caffè macchiato dove il latte è aggiunto caldo dopo averlo schiumato, Spesso viene confuso con cappuccino.
Caffè corretto: è un caffè espresso a cui viene aggiunto una piccola quantità di grappa o di un alcolico, come brandy, sambuca o rum. In alcuni casi l’alcolico è servito separatamente al caffè. In Spagna è conosciuto come Carajillo.
Resentin: tipico del Veneto, dopo aver bevuto il caffè corretto sul fondo della tazza rimane una piccola quantità di bevanda, che si pulisce versando altro alcolico.

(Images from Web)

Chiara

The History of Coffee

The spread of coffee is linked to the history of wars, colonization and trade.
According to the experts, the import and cultivation of the coffee plant spread to Arabia, Yemen, following the Ethiopian invasions of the thirteenth and fourteenth centuries.

La diffusione del caffè è legata alla storia delle guerre, delle colonizzazioni e commercio.
Secondo gli studiosi l’importazione e la coltivazione della pianta del caffè si diffuse in Arabia, nello Yemen, in seguito alle invasioni etiopiche del XIII e XIV secolo.

In the Arab world , men tend to gather together to enjoy coffee.
At the beginning, the Arabs did not favor the spread of coffee, which they considered having something to keep secret , and he forbade the export , because in Arabia until 1400 the coffee beans were also used by doctors for healing purposes.
In Mecca and Medina already in the fifteenth century were the first public Tap , where men came to taste a bitter coffee and dense.
The use of the drink was hampered because of its exciting effects that contrasted with the imperatives of Islamic law, so much so that some authorities condemned the consumption in public places: coffee shops were closed, the shopkeepers were arrested and stocks publicly burned.
It was the Sultan of Egypt to revoke the orders issued and the coffee became more and more popular, even if the religious authorities continued to argue with because of the increase in taverns as places of perdition , that the faithful departed from the mosques.
The population was alarmed by measures which made known the damage that coffee procured the body. In the mosques they thundered against the drink , preaching that drinking was a sin.
None of thi , however, managed to curb the spread of the black drink.

Nel mondo arabo, gli uomini tendono a riunirsi insieme per gustare il caffè.
All’inizio, gli arabi non favorirono la diffusione del caffè, che ritenevano qualcosa da dover tener segreto, e ne proibirono l’esportazione, anche perché in Arabia fino al 1400 i grani di caffè venivano anche utilizzati dai medici a scopo curativo.
Alla Mecca e a Medina già nel XV secolo erano presenti le prime mescite pubbliche, dove gli uomini entravano per degustare un caffè amaro e denso.
L’uso della bevanda fu ostacolata a causa dei suoi effetti eccitanti che contrastavano con gli imperativi della legge islamica, tanto che alcune autorità condannarono il consumo nei locali pubblici: botteghe del caffè furono chiuse, i negozianti furono arrestati e le scorte bruciate pubblicamente.
Fu il Sultano d’Egitto a revocare gli ordini emessi e il caffè divenne sempre più popolare, anche se le autorità religiose continuarono a contestarlo a causa dell’aumento delle bettole, viste come luoghi di perdizione, che allontanavano i fedeli dalle moschee.
La popolazione fu allarmata con provvedimenti che rendevano noti i danni che il caffè procurava all’organismo. Nelle moschee si tuonava contro la bevanda, predicando che berla era peccato.
Nulla di questo riuscì però a frenare la diffusione della bevanda nera.

During the reign of Suleiman the Magnificent in Constantinople were opened the first “coffee”, which took the name of “Schools for educated people” or “School of Wisdom”, where the drink was known as “milk of chess players and thinkers”. Soon these became places for the local elite of artists, writers, scholars, intellectuals and public officials.

Durante il Regno di Solimano il Magnifico, a Costantinopoli vennero aperti i primi “caffè” che presero il nome di “Scuole per persone colte” o “Scuole della Sapienza”, dove la bevanda era detta “Latte dei giocatori di scacchi e dei pensatori”. Presto questi locali divennero luoghi per elite di artisti, scrittori, letterati, intellettuali e pubblici funzionari.

The coffee arrived in the West in the second half of the seventeenth century: the date fixed by the scholars is the year of the defeat of the Turks and expelled from Vienna. After their expulsion, were found bags of beans that Westerners did not know how to use, except Kolschitzky, a Pole who had lived in Turkey. Initially, the Viennese did not appreciate a lot of coffee, so Kolschitzky stirred his coffee with milk and honey. getting a drink similar to our cappuccino. In this case, success was immediate.
He was born the first coffee of the European world, called “La Bottega Blue.”

Il caffè arrivò in Occidente nella seconda metà del Seicento: la data fissata dagli studiosi è l’anno della sconfitta e scacciata dei Turchi da Vienna. Dopo la loro cacciata, furono trovati sacchi pieni di chicchi che gli occidentali non sapevano come usare, tranne Kolschitzky, un polacco che aveva vissuto in Turchia. Inizialmente, i viennesi non apprezzavano molto il caffè, così Kolschitzky mescolò il caffè con miele e latte. ottenendo una bevanda simile al nostro cappuccino. In questo caso, il successo fu immediato .
Nacque il primo caffè del mondo europeo, chiamato “La Bottega Blu”.

In 1570, coffee made ​​its appearance in Venice, through the physician and botanist paduan Prospero Alpino. Initially, the cost of the drink was very high and only the rich could afford it. In a short time the coffee became a very popular, in fact, at the beginning of the eighteenth century admirers and lovers were in the habit of sending their beloved boxes of chocolate and coffee.
In 1716, the owner of the first Venetian coffee, he published a book extolling the virtues of healthy product, and in 1763 Venice had 218 coffee.
The introduction of coffee collided with the opinion of members of the Church, some Christian fanatics invited Pope Clement VIII to ban the “devil’s drink”. The pope did not support this request and this helped its spread.

Nel 1570 il caffè fece la sua comparsa a Venezia, attraverso il medico e botanico padovano Prospero Alpino. Inizialmente, il costo della bevanda era molto elevato e solo i ricchi potevano permetterselo. In breve tempo il caffè divenne un prodotto molto amato, infatti, all’inizio del Settecento corteggiatori ed innamorati avevano l’abitudine di inviare alle amate scatole di cioccolata e caffè.
Nel 1716, il proprietario del primo caffè veneziano, pubblicò un libretto che esaltava i pregi salutari del prodotto; e nel 1763 a Venezia si contavano 218 caffè.
L’introduzione del caffè si scontrò con il parere di esponenti della Chiesa: alcuni fanatici cristiani invitarono Papa Clemente VIII ad interdire la “bevanda del diavolo”. Il papa non appoggiò questa richiesta e questo aiutò la sua diffusione.

In France, the coffee was introduced in 1644 by Marseilles merchants from East. In 1671 a group of individuals in Marseille opened the first public coffee shop , frequented by wealthy merchants and sailors who met to organize their business . Some French winemakers began a negative propaganda on coffee and , with the help of some doctors, spread the news that coffee caused impotency and be enemy of love. He took coffee shops sprang up even in Paris, Lyon, Toulouse and Bordeaux. The coffee got great fortune at the court of Louis XIV, who was in the habit of preparing it personally . The coffee became fashionable among the members of the Court. The coffee shops were born in the shadow of the famous scene of the “Comedie Francaise”: the first was opened in 1679 and was the prototype of the future European coffee. The most famous shop was the “Cafe’ Procope”, a favorite haunt of philosophers , artists , sociologists , politicians and writers including Voltaire and Diderot. Another important meeting place for intellectuals of the French capital was the “Cafe ‘ de la Regence”, by a florentine that made him famous also for ice cream and sorbets.

In Francia il caffè fu introdotto nel 1644 da mercanti marsigliesi provenienti da Oriente.
Nel 1671 a Marsiglia un gruppo di privati aprirono la prima Bottega pubblica del Caffè, frequentata dai mercanti e navigatori più facoltosi che si incontravano per organizzare i loro viaggi d’affari. Alcuni viticoltori francesi cominciarono una propaganda negativa sul caffè e, con l’aiuto di alcuni medici, diffusero la notizia che il caffè favorisse l’impotenza e fosse nemico dell’amore.
Prese sorsero botteghe del caffè anche a Parigi, Lione, Tolosa e Bordeaux.
Il caffè ottenne grandissima fortuna alla corte di Luigi XIV, che aveva l’abitudine di prepararlo personalmente. Il caffè divenne di moda tra i membri della Corte.
Le botteghe del caffè nacquero all’ombra del famoso teatro della “Commedie Francaise”: la prima venne aperta nel 1679 e fu il prototipo dei futuri caffè europei.
La più famosa bottega fu il “Cafe’ Procope”, meta ambita di filosofi, artisti, sociologi, uomini politici e letterati tra cui Diderot e Voltaire. Un altro importante luogo di incontro per gli intellettuali della capitale francese era il “Cafe’ de la Regence”, aperto da un fiorentino che lo rese famoso anche per i gelati e i sorbetti.

In Germany the spread of coffee take long for a few years due to the preference of the people of beer. The first German coffee was built in 1679 in Hamburg, at the behest of an English merchant.
Soon they opened coffee shops in Frankfurt, Leipzig , Nuremberg and Berlin.
The complaints of the brewers were not long in coming, as Frederick II of Prussia had to take measures to curb the growing coffee market to prop up the state budget. The king issued a decree which set itself the monopoly of roasting : the unique roasting of grains belonged to the state. On January 21, 1781 was promulgated a decree : forbade anyone to own or lease or to be roasted coffee beans , with a penalty of 10 pounds; forbade those who were not authorized to roast the coffee beans and those already owned , were informed by 8 days, the office of the government grant .
On the outskirts of Berlin were created oasis of refreshment where tourists could stop for some milk and coffee. As contrasted with these rules , the owners provided the gypsies only cups and hot water , and tourists were preparing the coffee soli. With the death of Frederick II of Prussia, the decree was deleted.

In Germania la diffusione del caffè tardò per alcuni anni a causa della preferenza del popolo della birra.Il primo caffè tedesco sorse nel 1679 ad Amburgo, per volere di un commerciante inglese.
Presto aprirono botteghe del caffè a Francoforte, Lipsia, Norimberga e Berlino.
Le lamentele dei produttori di birra non tardarono ad arrivare, così Federico II di Prussia dovette prendere misure per frenare il crescente mercato del caffè per risollevare il bilancio dello Stato. Il re emise un decreto in cui si prefisse il monopolio della torrefazione: l’esclusiva della tostatura dei grani apparteneva allo Stato. Il 21 gennaio 1781 fu promulgato un decreto che: proibì a chiunque di possedere o cedere caffè torrefatto o da torrefare, pena la multa di 10 libbre; vietò a chi non fosse autorizzato di tostare i grani e a quanti possedevano già caffè, dovevano informate, entro 8 giorni, l’ufficio di concessione governativo.
Nella periferia di Berlino furono create oasi di ristoro dove i turisti potevano sostare per rifocillarsi, bevendo latte e caffè. Poiché queste contrastavano con le norme, i proprietari fornivano i gitani solo di tazze ed acqua calda e i turisti preparavano i caffè da soli.Con la morte di Federico II di Prussia il decreto fu eliminato.

In 1652, Daniel Edward, English merchant returning from a trip to the East , he introduced the coffee beans to his friends, offering coffee to his house. Following his example, many intellectuals began to meet in private homes, forming clubs, to enjoy coffee while discussing art , literature and politics. These were known as Coffehouse, and the most famous was that of Oxford.
It was,  however, Daniel Eduard opened the first coffee to make public in London, the “Michael ‘s Alley”.
The luck of coffee in England was the fact that the coffee served to combat the scourge of alcoholism, widespread in British society.
The coffee went through a period of uncertainty in 1674 women, feeling neglected by men, promoted a petition against the drink. In response, the men did print a document to refute the slanderous insinuations .
Another dark period for the coffee, it was December 1675 when King Charles II of England ordered the closure of Coffee, fearful that they were meeting places for organizing events of the uprising.

Nel 1652 Daniel Eduard, negoziante inglese di ritorno da un viaggio in Oriente, fece conoscere i grani di caffè ai suoi amici, offrendogli il caffè a casa sua. Seguendo il suo esempio, molti intellettuali iniziarono a riunirsi nelle case private, formando club, per gustare il caffè, mentre discutevano di arte, letteratura e politica. Questi erano conosciuti con il nome Coffeehouse, e il più famoso fu quello di Oxford.
Fu, però, Daniel Eduard a far aprire il primo caffè pubblico a Londra, il “Micheal’s Alley”.
La fortuna del caffè in Inghilterra fu il fatto che il caffè servì a combattere la piaga dell’alcolismo, molto diffuso nella società inglese.
Il caffè visse un periodi di incertezza: nel 1674 le donne, sentendosi trascurate dagli uomini, promossero una petizione contro la bevanda. In risposta, gli uomini fecero stampare un documento per confutare le insinuazioni calunniose.
Altro periodo buio per il caffè, fu il dicembre 1675, quando il sovrano Carlo II d’Inghilterra ordinò la chiusura dei Caffè, timoroso che fossero luoghi di incontro per organizzare manifestazioni di rivolta.

In mid-eighteenth century extensive coffee plantations flourished in most tropical countries. France was one of the first countries to exploit their colonies for the production of coffee. With the Napoleonic embargo in the early 1800s, the spread of plantations by the French suffered a slowdown in favor of the British.
From Arabia and from neighboring African countries, thanks to the Dutch, French, English, Spanish and Portuguese, crops invaded the Asian region and Latin America. Guayana from the coffee trees arrived in Brazil in 1727. Under the guidance of botanical Among Jose Mariano De Conceicao Veloso, the coffee began to be cultivated in Para to spread throughout Brazil, taking the place of the cultivation of sugar cane.

A metà del XVIII secolo estese piantagioni di caffè prosperavano nella maggior parte dei paesi tropicali. La Francia fu una delle prime nazioni a sfruttare le proprie colonie per la produzione del caffè. Con l’embargo napoleonico, nei primi del 1800, la diffusione della piantagioni da parte dei francesi subì una frenata, a favore degli inglesi.
Dall’Arabia e dai paesi africani limitrofi, grazie agli olandesi, francesi, inglesi, spagnoli e portoghesi, le coltivazioni invasero la zona asiatica e l’America latina. Dal Guayana le piante del caffè arrivarono in Brasile nel 1727. Sotto la guida del botanico Fra Jose Mariano De Conceicao Veloso, il caffè iniziò ad essere coltivato a Para per estendersi in tutto il Brasile, prendendo il posto delle coltivazioni di canna da zucchero.

(Images from Web)

Chiara