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Top 20 ice cream shops in the world

A few days ago, on Italian newspapers appeared a very interesting ranking: “Top 20 ice cream shops in the world.
So, given that we are dealing with the issue, I decided to bring you this list.
P.S. There will also be two additions

Qualche giorno fa, su giornali italiani è apparsa una classifica molto interessante: “Le migliori 20 gelaterie del mondo.
Così, dato il tema che stiamo trattando, ho deciso di riportarvi questa classifica.
P.S. ci saranno anche due aggiunte

. Blue Marble, Brooklyn (New York)

Giolitti, Roma (Italy)

Salt & Straw Ice Cream, Portland (Oregon)

Al gelatone, Palermo

Amy’s Ice Creams, Austin (Texas)

Bedussi Gelateria, Brescia

Big Gay Ice Cream, New York City

Chinatown Ice Cream Factory, New York City 

Churn, Phoenix (Arizona)

Cream, Berkeley (California)

Glacier Berthillon, Parigi

Bi-Rite Creamery, San Francisco (California)

Gelateria Bilancione, Napoli

Gelateria Carapina, Firenze 

Gelateria Pepino, Torino

Gelato Messina, Darlinghurst (Australia)

Island Creamery, Chincoteague (Virginia)

La gelateria della musica, Milano

Milk, Los Angeles (California)

The Comfy Cow, Louisville (Kentucky)

(Source: D la Repubblica)

My suggestions:

Gelateria Del Biondo, Brescia

Gelateria del Teatro, Roma

 

(Chiara)

 

 

 

 

 

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Espresso

What is the most often consumed drink and loved by Italians?
But of course Espresso.

Quale è la bevanda più bevuta e amata dagli italiani?
Ma ovviamente il caffè Espresso.

The espresso comes from the roasting and grinding of the seeds of Coffea arabica and Coffea robusta.
The drink is obtained by the percolation of hot water under pressure passing through a layer of coffee roasted, ground and pressed, passing through the coffee powder, the water pressure is exhausted and the beverage flows out at atmospheric pressure.
Features of this method of preparation of coffee are: use of a high water pressure and the temperature never reaches the boiling point.
Even the cup is important to be warm before use.
You can choose whether to take the coffee into the cup porcelain or the glass (Glass Coffee).

L’espresso nasce dalla torrefazione e macinazione dei semi della Coffea arabica e dalla Coffea robusta.
La bevanda si ottiene della percolazione di acqua calda sotto pressione che passa attraverso uno strato di caffè tostato, macinato e pressato, passando attraverso la polvere di caffè, la pressione dell’acqua si esaurisce e la bevanda fuoriesce a pressione atmosferica.
Caratteristiche di questo metodo di preparazione del caffè sono: uso di un’elevata pressione dell’acqua e la temperatura che non raggiunge mai il punto di ebollizione.
Anche la tazzina è importante: prima dell’uso deve essere calda.
Si può scegliere se prendere il caffè nella tazzina di porcellana o in quella di vetro (Caffè in vetro).

The espresso was born in Turin in 1884, with the invention of the espresso machine, patented by Angelo Moriondo and perfected by the Luigi Bezzera.
The “espresso coffee” is the espresso machine that you use in bars. In such machines, the water is heated up to 85-90 ° C at a pressure of 9 Barg, then is passed through a system of coils that pass through the container where the coffee powder.
In 1905 the patent was bought by Desiderio Pavoni, who founded the company La Pavoni and began mass production in a workshop in Via Parini in Milan. The uptake occurred in the world thanks to Pier Teresio Arduino, with his company “Victoria Arduino”, and Achille Gaggia, who in 1947 introduced the “lever group” allowing the obtaining of the cream.

Il caffè espresso nasce a Torino nel 1884, in seguito all’invenzione della macchina per produrlo, brevettata da Angelo Moriondo e perfezionata dal milanese Luigi Bezzera.
La “caffettiera espresso” è la macchina per il caffè espresso che si usa nei bar. In tali macchine, l’acqua viene riscaldata fino a 85-90°C alla pressione di 9 Barg, poi viene fatta passare attraverso un sistema di serpentine che attraversano il contenitore dove si trova il caffè in polvere.
Nel 1905 il brevetto fu acquistato da Desiderio Pavoni, che fondò la ditta La Pavoni e iniziò la produzione in serie in un officina di via Parini a Milano. La diffusone nel mondo avvenne grazie a Pier Teresio Arduino, con la sua ditta “Victoria Arduino”, e a Achille Gaggia, che nel 1947 introdusse il “gruppo a leva” permettendo l’ottenimento della crema.

Variants:
Ristretto or short: less caffeine than espresso
Long coffee: you get letting it flow more water than a normal espresso and has a higher concentration of caffeine.
Caffè Macchiato: is obtained by adding a small amount of milk, hot or cold, in the express normal. In Trieste, the hot macchiato is known by the name of Cappuccino.
Coffee schiumato: is a macchiato where milk is added after hot foam, is often confused with cappuccino.
Caffè Corretto: is an espresso to which is added a small amount of brandy or alcohol, such as brandy, rum or sambuca. In some cases the alcohol is served separately at the coffee. In Spain it is known as Carajillo.
Resentin: typical of Veneto, after drinking coffee laced on the bottom of the cup remains a small amount of drink, which can be cleaned by pouring more alcohol.

Varianti:
Caffè ristretto o corto: contenuto di caffeina minore rispetto a quello dell’espresso
Caffè lungo: si ottiene lasciando fluire più acqua rispetto ad un normale espresso e si ha una maggiore concentrazione di caffeina.
Caffè macchiato: si ottiene aggiungendo una piccola quantità di latte, freddo o caldo, nell’espresso normale. A Trieste, il caffè macchiato a caldo è conosciuto con il nome di Cappuccino.
Caffè schiumato: è un caffè macchiato dove il latte è aggiunto caldo dopo averlo schiumato, Spesso viene confuso con cappuccino.
Caffè corretto: è un caffè espresso a cui viene aggiunto una piccola quantità di grappa o di un alcolico, come brandy, sambuca o rum. In alcuni casi l’alcolico è servito separatamente al caffè. In Spagna è conosciuto come Carajillo.
Resentin: tipico del Veneto, dopo aver bevuto il caffè corretto sul fondo della tazza rimane una piccola quantità di bevanda, che si pulisce versando altro alcolico.

(Images from Web)

Chiara

The world of Chocolate

Chocolate is derived from the seeds of the cacao tree, Theobroma cacao L. Is prepared starting from cocoa butter, the fat part of the cocoa beans, with the addition of powdered cocoa beans, sugar and other ingredients.

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Il cioccolato deriva dai semi dell’albero di cacao, il Theobroma cacao L. Viene preparato partendo dal burro di cacao, parte grassa dei semi di cacao, con l’aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti.

But let’s look more specifically its preparation:

BLENDING                                                                                                                               Starting basis by the ingredient, cocoa paste, obtained from the processing of cocoa beans, are added: cocoa butter, milk, sugar and vanilla. Often adds soya lecithin which acts as an emulsifying agent and promotes greater homogenization of the ingredients. The mixture is passed into the refiners.

CONCHAGE                                                                                                                                   The conching process consists in mixing, for a very long tim , the mixture obtained in the previous phase in mixers, said hollows. This procedure must take place at a controlled temperature to maintain the liquid mixture and break the lumps of various ingredients , to obtain a smooth and homogeneous mass . Concluded this stage , the chocolate is melted in tanks maintained at 45-50 ° C.

TEMPERING
During the phase of the tempering, the mass of melted chocolate is cooled cautiously, so as to achieve the desired crystallization , or one that produces a chocolate that is broken and at the same time melts softly. To obtain it, the chocolate mass is cooled gradually from 45 °C to 27 °C and heated: to 31 °C for dark chocolate and 29 °C for milk. Then is cooled until solid.

MOLDING                                                                                                                                         At this point the chocolate is poured into molds and subjected to a slight vibration in order to eliminate the air bubbles. Once cooled the chocolate takes the shape of the molds and is ready for packaging.

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Ma vediamo nello specifico la sua preparazione:

MISCELAZIONE                                                                                                                     Partendo dall’ingrediente base, la pasta di cacao, ottenuta dalla lavorazione dei semi di cacao, vengono aggiunti: burro di cacao, latte, zucchero e vaniglia. Spesso si aggiunge la lecitina di soia che agisce come agente emulsionante e favorisce la maggior omogeneizzazione degli ingredienti. L’impasto viene passato nelle raffinatrici.

CONCAGGIO
Il concaggio consiste nel mescolare, per tempi molto lunghi, la miscela ottenuta nella precedente fase in impastatrici, dette conche. Tale procedimento deve avvenire a temperatura controllata per mantenere la miscela liquida e rompere i grumi dei vari ingredienti, fino ad ottenere una massa liscia ed omogenea. Conclusa questa fase, il cioccolato viene mantenuto fuso in serbatoi a 45-50 °C.

TEMPERAGGIO
Durante la fase del temperaggio, la massa di cioccolato fuso viene fatta raffreddare cautamente, in modo da raggiungere la cristallizzazione desiderata, ovvero quella che produce un cioccolato che si spezza e allo stesso tempo si scioglie morbidamente. Per ottenerla, la massa di cioccolato viene raffreddata gradualmente da 45 °C a 27 °C e riscaldato: a 31 °C per il cioccolato fondente e a 29 °C per quello al latte. Poi viene fatto raffreddare fino allo stato solido.

MODELLAGGIO
A questo punto il cioccolato viene versato in stampi, sottoposti a una leggera vibrazione per eliminare la bolle d’aria. Una volta raffreddato il cioccolato assume la forma degli stampi ed è pronto al confezionamento.

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The different types of chocolate

White Chocolate
White chocolate does not contain cocoa and dyes, for what could technically be called “chocolate”. Is obtained by mixing cocoa butter to 20 % by weight, milk to 14%, and 55% sucrose. White chocolate, more fat than dark chocolate, is often used to prepare mousse cakes and frosting. It ‘s very sensitive to heat. It has a color ivory.

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Cioccolato Bianco
Il cioccolato bianco non contiene cacao e coloranti, per ciò tecnicamente non potrebbe essere definito “cioccolato”. Si ottiene mescolando il burro di cacao al 20% del peso, latte al 14%, e il saccarosio al 55%. Il cioccolato bianco, più grasso del fondente, è spesso usato per glassare torte e preparare mousse. E’ molto sensibile al calore. Si presenta di color avorio.

Milk Chocolate
The milk chocolate is obtained with the addition of milk powder. The dry substance deriving from the milk should be about 14% , sucrose 55% and add the cocoa to 25% of the weight. Milk chocolate tastes sweeter and creamier than dark chocolate. It ‘s very sensitive to heat. It has a light brown color.

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Cioccolato al Latte
Il cioccolato al latte si ottiene con l’aggiunta di latte in polvere. La sostanza secca derivante dal latte deve essere circa al 14%, il saccarosio aggiungo al 55% e il cacao al 25% del peso. Il cioccolato al latte ha un sapore più dolce e cremoso rispetto al cioccolato fondente. E’ molto sensibile al calore. Si presenta di color marrone chiaro.

Dark Chocolate
Dark chocolate contains only cocoa mass, cocoa butter, sugar and vanilla in varying amounts. Cocoa must be at least 45% cocoa butter and 28%. The optimal content of cocoa is between 55% and 75%.

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Cioccolato Fondente
Il cioccolato fondente contiene sola pasta di cacao, burro di cacao, zucchero e vaniglia in quantitativi variabili. Il cacao deve essere almeno al 45% e il burro di cacao al 28%. Il contenuto ottimale di cacao è compreso tra il 55% e il 75%.

Extra-Dark Chocolate
The chocolate exta-fondant contains a percentage of cocoa which can exceed 70% of the weight.

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Cioccolato Extra-fondente
Il cioccolato exta-fondente contiene una percentuale di cacao che può superare il 70% del peso.

Bitter Chocolate
The bitter chocolate is obtained by mixing cocoa with cocoa butter. It contains no sugar or other flavorings. It tastes bitter and intense.

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Cioccolato amaro
Il cioccolato amaro si ottiene dalla miscela di pasta di cacao con burro di cacao. Non contiene zucchero né altri aromi. Ha un sapore amaro e intenso.

Chocolate Gianduja
The chocolate gianduja comes from an intuition of Turin chocolatiers in the years of the Unification of Italy. In 1806 the cocoa had a high cost and it was difficult rifornirsene due to the Napoleonic blockade, so some decide to mix the cocoa chocolate with hazelnuts from Piedmont, reduced to powder. This chocolate contains about 32% cocoa, ground hazelnuts 20-40 g per 100 g of product.

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Cioccolato al Gianduia
Il cioccolato al gianduia nasce da un’intuizione dei cioccolatai torinesi negli anni dell’Unità d’Italia. Nel 1806 il cacao aveva un costo alto ed era difficile rifornirsene a causa del blocco napoleonico, così alcuni cioccolatieri decidono di miscelare il cacao con le nocciole piemontesi, ridotte in polvere. Questo cioccolato contiene circa il 32% di cacao, 20-40 g di nocciole macinate ogni 100 g di prodotto.

(Images from Web)

Chiara

Chocolate

The theme this week is by far the most delicious ones that we’ve covered so far. In fact, this is the week dedicated to chocolate ! The choice there was certainly suggested by the fact that these days is taking place in Perugia Eurochocolate , but mainly because we are ” crazy ” for chocolate !

chocolate with ingredients-cioccolato e ingredienti

Il tema di questa settimana è decisamente il più goloso tra quelli che abbiamo trattato fino ad ora. Infatti, questa è la settimana dedicata al cioccolato! La scelta ci è stata sicuramente suggerita dal fatto che in questi giorni si sta svolgendo Eurochocolate a Perugia, ma soprattutto perché siamo “pazze” per il cioccolato!

A bit of history :

The cocoa tree has ancient origins , present in more than 6,000 years ago the Amazon and Orinoco . The Maya were the first people to cultivate the cacao plant , around 1000 BC , in the Yucatan peninsula . There are several legends : one of them says that the cultivation of cocoa was developed by the third Mayan king , Hunahpu . An Aztec legend tells of a princess who was left , by her husband left for the war , guarding a treasure : the enemies when they arrived the princess refused to show the hiding place and was killed , his blood came from the cocoa plant , whose seeds are bitter as suffering, but strong and exciting as the virtues of the girl.

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La pianta del cacao ha origini antichissime, presente più 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell’Orinoco. I Maya furono la prima popolazione a coltivare la pianta del cacao, intorno al 1000 a.C., nella penisola dello Yucatàn. Esistono diverse leggende: una di queste dice che la coltura del cacao fu sviluppata dal terzo re Maya, Hunahpu. Una leggenda azteca racconta di una principessa che fu lasciata, dal suo sposo partito per la guerra, a guardia di un tesoro: quando arrivarono i nemici la principessa si rifiutò di mostrare il nascondiglio e venne uccisa; dal suo sangue nacque la pianta del cacao, i cui semi sono amari come la sofferenza, ma forti ed eccitanti come le virtù della ragazza.

Both the Mayans, the Aztecs associated the chocolate Xochiquetzal, the goddess of fertility. The cocoa was consumed by the elite during important ceremonies, along with the incense offered as a sacrifice to the gods and sometimes was mixed with the blood of the priests themselves.
In the Americas, chocolate was consumed as a beverage, called xocoatl, and was often flavored with vanilla, chili and pepper. The main character actor was the foam, which in ancient times was obtained by repeated decanting from one container to another by. With the Spanish conquest it requires the use of molinillo. The xocoatl had the effect of relieving the feeling of fatigue. The chocolate was a luxury item throughout the pre-Columbian Central America: cocoa beans were used as currency trading, income, and also as a unit of measure.

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Sia i Maya che gli Aztechi associavano il cioccolato a Xochiquetzal, la dea della fertilità. Il cacao veniva consumato dall’élite durante le cerimonie importanti, offerto insieme all’incenso come sacrificio alle divinità e a volte veniva mischiato al sangue degli stessi sacerdoti.
Nelle Americhe il cioccolato veniva consumato come bevanda, chiamata xocoatl, e spesso era aromatizzata con vaniglia, peperoncino e pepe. La caratterista principale era la schiuma, che anticamente veniva ottenuta mediante travasi ripetuti dall’alto da un recipiente all’altro. Con la Conquista spagnola si impone l’uso del molinillo. Il xocoatl aveva l’effetto di alleviare la sensazione di fatica. Il cioccolato era un articolo di lusso in tutta l’America centrale pre-colombiana: i semi di cacao erano usati come moneta di scambio, di conto e anche come unità di misura.

In 1502, Christopher Columbus during his fourth voyage to America landed in Honduras and sample a drink made of cocoa, to return, he brought some cocoa beans to show Ferdinand and Isabella of Aragon, but gave no importance to the discovery . Only with Hernan Cortez cocoa is introduced in Europe in 1519. Cortez arrived in the New World and the local people mistook him for God Quetzalcoalt, which according to legend, would have to return that year, the emperor Montezuma welcomed him and offered him a full cocoa plantation.

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Nel 1502, Cristoforo Colombo durante il suo quarto viaggio in America sbarca in Honduras e assaggia una bevanda a base di cacao; al ritorno, portò con sé alcuni semi di cacao da mostrare a Ferdinando e d Isabella d’Aragona, ma non diede importanza alla scoperta. Solo con Hernàn Cortéz il cacao viene introdotto in Europa nel 1519. Cortéz arrivò nel Nuovo Mondo e la popolazione locale lo scambiò per il Dio Quetzalcoàlt, che secondo una leggenda sarebbe dovuto tornare proprio quell’anno; l’imperatore Montezuma lo accolse e gli offrì un’intera piantagione di cacao.

The first documented load of chocolate to Europe for commercial purposes traveled on a ship from Veracruz to Seville dates back to 1585.  Throughout the sixteenth century the chocolate remains an exclusive Spanish . The traditional process for the tables of solid chocolate , the original Aztec , is imported to the County of Modica , Spanish protectorate. Between 500 and 600 cocoa was imported into Italy, precisely in Piedmont, by Catherine, daughter of Philip II of Spain , who married in 1585 Charles Emmanuel I, Duke of the Savoy. In the seventeenth century Cocoa arrived in Tuscany thanks to Francesco d’Antonio Carletti, a merchant of Florence.                                                                                                                  In 1615, Anne of Austria , married Louis XIII introduced the chocolate in France. Between 1659 and 1688 Paris was the only chocolatier is David Chaillou.                                                In 1650 the chocolate begins to be sold in England at Oxford he used chocolate in the same premises where they drank coffee.                                                                                               In the Venice of the eighteenth century created the first “coffee shops” who were also “chocolate shops” where you face a race to change the existing recipe inventing new versions.                                                                                                                                      Until the eighteenth century, chocolate was considered a panacea for all ills and are attributed miraculous virtues.                                                                                                       In 1802 he invented a machine blocks to refine the cocoa paste and mix with sugar and vanilla; however, we must wait for 1820 because the system was developed and is the first tablet commercial was produced in England.                                                                               In Turin, in 1852 , Michele Prochet begins to mix with cocoa and roasted chopped hazelnuts creating the dough Gianduja which will then be produced in the form of individually wrapped pralines . Daniel Peter , Swiss candle maker , with his father in law introduced in 1875 the milk chocolate.                                                                                                                 In 1879, Rudolph Lindt invented the process called conching, which is to maintain long- shuffled the melted chocolate to make sure that the mixing is homogeneous .                        In 1946 Pietro Ferrero created a hazelnut cream with the intention to sell a few pounds to the confectioners of Alba : the product was a success beyond all expectations, and a few years later , in 1964 , came the Nutella .

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Il primo carico documentato di cioccolato verso l’Europa a scopo commerciale viaggiò su una nave da Veracruz a Siviglia risale al 1585. Per tutto il Cinquecento il cioccolato rimane un’esclusiva spagnola. La tradizionale lavorazione per le tavole di cioccolato solide, di origina atzeca, viene importata nella Contea di Modica, protettorato spagnolo.  Tra ‘500 e ‘600 il cacao fu importato in Italia, precisamente in Piemonte, da Caterina, figlia di Filippo II di Spagna, che sposò nel 1585 Carlo Emanuele I, duca i Savoia. Nel Seicento il cacao arriva in Toscana per merito di Francesco d’Antonio Carletti, un commerciante di Firenze.                     Nel 1615 Anna d’Austria, sposa Luigi XIII, introdusse il cioccolato in Francia. Tra il 1659 e  il 1688 l’unico cioccolataio si Parigi era David Chaillou.                                                                Nel 1650 il cioccolato inizia ad essere venduto in Inghilterra: a Oxford si serviva cioccolato negli stessi locali in cui si beveva il caffè.                                                                                Nella Venezia del Settecento nascono le prime “botteghe del caffè” che erano anche “botteghe della cioccolata”, dove si face a gara per modificare la ricetta esistente inventando versioni nuove.                                                                                                                             Fino a tutto il XVIII secolo il cioccolato viene considerato la panacea di tutti i mali e gli vengono attribuite virtù miracolose.                                                                                           Nel 1802 Bozzelli inventò una macchina per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia; però, bisogna aspettare il 1820 perché il sistema fosse messo a punto e la prima tavoletta si tipo commerciale fu prodotta in Inghilterra.                                               A Torino, nel 1852, Michele Prochet comincia a miscelare cacao con nocciole tritate e tostate creando la pasta Gianduia che verrà poi prodotta sotto forma di gianduiotti incartati individualmente.                                                                                                                      Daniel Peter, fabbricante di candele svizzero, con il suo suocero presentò nel 1875 il cioccolato al latte.                                                                                                                         Nel 1879 Rudolph Lindt inventò il processo chiamato concaggio (conching), che consiste nel mantenere a lungo rimescolato il cioccolato fuso per assicurarsi che la miscelazione sia omogenea. Il cioccolato prodotto con questo metodo è il cosiddetto “cioccolato fondente”.   Nel 1946 Pietro Ferrero creò una crema gianduia con l’intenzione di venderne qualche chilo ai pasticcieri di Alba: il prodotto ebbe un successo superiore a ogni aspettativa e qualche anno dopo, nel 1964, nacque la Nutella.

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(Images from Web)

Chiara