Tag Archives: America

Do you like to travel?

– Do you like to travel?/Ti piace viaggiare??
A Lot!/Tanterrimo!!

– Have you ever been outside of Europe? /Sei mai stato fuori dall’Europa?
Unfortunately not/Sfortunatamente no

– Where do you like to go? /Dove ti piacerebbe andare??
Across the whole wolrd/ In tutto il mondo

– Where you wouldn’t ever go? /Dove invece non andresti mai??
don’t know…I wanna go everywhere, with no restrictions

– 5 star hotel or sleeping bag? /Albergo a 5 stelle o sacco a pelo??
I easily adaptable/ Mi adatto facilmente

– Train or plane?/ Treno o aereo??
I love train..but definitely Plane!/ Amo i treni, ma decisamente aereo!

– Journey or vacation? /Viaggio o vacanza?
Journey

– Tourist Guide or visit do-it-yourself? /Guida o visita fai-da-te??
DIY!

– Suitcase or backpack? /Valigia o zaino?
Backpack on my shoulders and a suitcase to embark/ Zaino sulle spalle e valigia da imbarcare

– What can not miss?/ Cosa non può mancare ??
I don’t really need anything , I’m ok with a pair of shoes/In realtà non ho bisgno di nulla, mi basta un paio di scarpe

– If I were a city would be …? /Se fossi una città saresti…??
New York

– Why? /Perchè??
There’s no why, I think is a really stimulating town…then you get into the metro and you can meet really cool boys!/Non c’è un perchè, penso sia una città piena di stimoli… poi vai in metro e incontri dei gran fighi!

– The most beautiful city that you’ve visited in Italy/ La città più bella che hai visitato in Italia
Milan

– The most beautiful city I’ve visited (foreign) /La città più bella che hai visitato (all’estero)
London and Paris/ Londra e Parigi

– In what place that you’ve already visited, you’d like to come back? /In quale posto che hai già visitato, ti piacerebbe tornare?
Already Paris/ Ancora Parigi

– The place you wish to visit as soon as possible /Il posto che vorresti visitare al più presto possibile
Amsterdam

– If you could tomorrow you’ll wake to … /Se potessi domani ti sveglieresti a…
Goodmorning Wien!/Buon giorno Vienna!

– A journey through time, where would you go? /Un viaggio nel tempo, dove andresti?
Wembley Stadium 1986 during the storical concert by Freddie Mercury’s Queen/ Allo stadio di Wembley nel 1986 durante il mitico concerto dei Queen con Freddie Mercury

– In the future do you see yourself in … / Nel futuro ti vedi a…
I think it’s a really confusional view right now/Al momento la visione è un po’ confusa

– Write three places you’d definitely visit /Scrivi tre posti che vorresti assolutamente visitare
Australia, Norway and USA/ Australia, Norvegia ed America

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French Press, Coffee Filter and American Coffee

French coffee is a brew of coffee, known in France as Cafetière à Piston and in English-speaking countries under the name of French Press or Coffee Press.
The plunger coffee , however, is an Italian invention , patented in 1929 by Attilio Callimani and ribrevettata from Faliero Bondanini that produced by a French company .
French coffee is prepared in a cylindrical pot with a plunger pressing on the hot water and coffee powder . The secret is the right grind setting , which must be uniform medium , while too fine a powder are likely to clog the filter or making murky coffee.
Preparation: Put in a pot coffee spoon, about 7-8 grams per 200 milliliters of water, pour hot water , mix the contents and cover with the plunger for 3-4 minutes. Dip again and push the plunger down : the pressure should be exerted in a slow and steady . The coffee must be poured into the cup , running it through a fine strainer .

Il caffè francese è un infuso di caffè, conosciuto in Francia come Cafetière à Piston e nei paesi anglofoni con il nome di French Press o Coffe Press.
La caffettiera a stantuffo però è una invenzione italiana, brevettata nel 1929 da Attilio Callimani e ribrevettata da Faliero Bondanini che l’ha prodotta in un’azienda francese.
Il caffè francese si prepara in un bricco cilindrico con stantuffo che preme su l’acqua calda e la polvere di caffè. Il segreto è il giusto grado di macinatura, che deve essere medio e uniforme; mentre una polvere troppo fine rischia di intasare il filtro o rendere torbido il caffè.
Preparazione: mettere nel bricco un cucchiaio di caffè, circa 7-8 grammi, per ogni 200 millilitri d’acqua, versare l’acqua calda, mescolare il contenuto e coprire con lo stantuffo per 3-4 minuti. Immergere di nuovo lo stantuffo e spingere verso il basso: la pressione va esercitata in modo lento e costante. Il caffè deve essere versato nella tazza, filtrandolo con un colino fine.

The Coffee Filter is an infusion of coffee.
It is prepared with the appropriate machine: this consists of a reservoir for water, a resistance, a filter holder in which position the filter paper and a carafe that collects the coffee. The drink is prepared by placing the ground coffee in the filter, you put water in the tank and turn on the coffee pot.
Alternative to the coffee machine is the direct infusion with hot water, as for tea: you leave the coffee powder in infusone, the filtered with the filter, than you use in coffee machines, with the aid a plastic filter holder.

Anche il Caffè Filtro è un infusione di caffè.
Si prepara con l’apposita macchina: questa è composta da un serbatoio per l’acqua, una resistenza, un portafiltro in cui posizionare il filtro di carta e una caraffa che raccoglie il caffè. La bevanda si prepara mettendo il caffè macinato nel portafiltro, si mette l’acqua nel serbatoio e si accende il caffettiera.
Alternativa alla macchina da caffè è l’infusione diretta con l’acqua bollente, come per il tè: si lascia la polvere di caffè in infusone, la si filtra con il filtro, quelle che si usa nelle macchine da caffè, con l’aiuto di un portafiltro di plastica.

The American coffee is prepared by adding hot water to espresso. This gives the same charge as the normal filter coffee, the taste is different.
The Long Black is always a coffee maker, but it is prepared in the opposite way: in this case, you add a double dose of espresso to hot water, leaving intact the espresso cream.

Il Caffè americano si prepara aggiungendo acqua calda all’espresso. Questo dà la stessa carica del caffè filtro normale, il gusto è diverso.
Il Long Black è sempre un caffè americano, ma è preparato in modo opposto: in questo caso si aggiunge una doppia dose di espresso all’acqua calda, lasciando intatta la crema dell’espresso.

(Images from web)

Chocolate

The theme this week is by far the most delicious ones that we’ve covered so far. In fact, this is the week dedicated to chocolate ! The choice there was certainly suggested by the fact that these days is taking place in Perugia Eurochocolate , but mainly because we are ” crazy ” for chocolate !

chocolate with ingredients-cioccolato e ingredienti

Il tema di questa settimana è decisamente il più goloso tra quelli che abbiamo trattato fino ad ora. Infatti, questa è la settimana dedicata al cioccolato! La scelta ci è stata sicuramente suggerita dal fatto che in questi giorni si sta svolgendo Eurochocolate a Perugia, ma soprattutto perché siamo “pazze” per il cioccolato!

A bit of history :

The cocoa tree has ancient origins , present in more than 6,000 years ago the Amazon and Orinoco . The Maya were the first people to cultivate the cacao plant , around 1000 BC , in the Yucatan peninsula . There are several legends : one of them says that the cultivation of cocoa was developed by the third Mayan king , Hunahpu . An Aztec legend tells of a princess who was left , by her husband left for the war , guarding a treasure : the enemies when they arrived the princess refused to show the hiding place and was killed , his blood came from the cocoa plant , whose seeds are bitter as suffering, but strong and exciting as the virtues of the girl.

cioccolato

La pianta del cacao ha origini antichissime, presente più 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell’Orinoco. I Maya furono la prima popolazione a coltivare la pianta del cacao, intorno al 1000 a.C., nella penisola dello Yucatàn. Esistono diverse leggende: una di queste dice che la coltura del cacao fu sviluppata dal terzo re Maya, Hunahpu. Una leggenda azteca racconta di una principessa che fu lasciata, dal suo sposo partito per la guerra, a guardia di un tesoro: quando arrivarono i nemici la principessa si rifiutò di mostrare il nascondiglio e venne uccisa; dal suo sangue nacque la pianta del cacao, i cui semi sono amari come la sofferenza, ma forti ed eccitanti come le virtù della ragazza.

Both the Mayans, the Aztecs associated the chocolate Xochiquetzal, the goddess of fertility. The cocoa was consumed by the elite during important ceremonies, along with the incense offered as a sacrifice to the gods and sometimes was mixed with the blood of the priests themselves.
In the Americas, chocolate was consumed as a beverage, called xocoatl, and was often flavored with vanilla, chili and pepper. The main character actor was the foam, which in ancient times was obtained by repeated decanting from one container to another by. With the Spanish conquest it requires the use of molinillo. The xocoatl had the effect of relieving the feeling of fatigue. The chocolate was a luxury item throughout the pre-Columbian Central America: cocoa beans were used as currency trading, income, and also as a unit of measure.

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Sia i Maya che gli Aztechi associavano il cioccolato a Xochiquetzal, la dea della fertilità. Il cacao veniva consumato dall’élite durante le cerimonie importanti, offerto insieme all’incenso come sacrificio alle divinità e a volte veniva mischiato al sangue degli stessi sacerdoti.
Nelle Americhe il cioccolato veniva consumato come bevanda, chiamata xocoatl, e spesso era aromatizzata con vaniglia, peperoncino e pepe. La caratterista principale era la schiuma, che anticamente veniva ottenuta mediante travasi ripetuti dall’alto da un recipiente all’altro. Con la Conquista spagnola si impone l’uso del molinillo. Il xocoatl aveva l’effetto di alleviare la sensazione di fatica. Il cioccolato era un articolo di lusso in tutta l’America centrale pre-colombiana: i semi di cacao erano usati come moneta di scambio, di conto e anche come unità di misura.

In 1502, Christopher Columbus during his fourth voyage to America landed in Honduras and sample a drink made of cocoa, to return, he brought some cocoa beans to show Ferdinand and Isabella of Aragon, but gave no importance to the discovery . Only with Hernan Cortez cocoa is introduced in Europe in 1519. Cortez arrived in the New World and the local people mistook him for God Quetzalcoalt, which according to legend, would have to return that year, the emperor Montezuma welcomed him and offered him a full cocoa plantation.

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Nel 1502, Cristoforo Colombo durante il suo quarto viaggio in America sbarca in Honduras e assaggia una bevanda a base di cacao; al ritorno, portò con sé alcuni semi di cacao da mostrare a Ferdinando e d Isabella d’Aragona, ma non diede importanza alla scoperta. Solo con Hernàn Cortéz il cacao viene introdotto in Europa nel 1519. Cortéz arrivò nel Nuovo Mondo e la popolazione locale lo scambiò per il Dio Quetzalcoàlt, che secondo una leggenda sarebbe dovuto tornare proprio quell’anno; l’imperatore Montezuma lo accolse e gli offrì un’intera piantagione di cacao.

The first documented load of chocolate to Europe for commercial purposes traveled on a ship from Veracruz to Seville dates back to 1585.  Throughout the sixteenth century the chocolate remains an exclusive Spanish . The traditional process for the tables of solid chocolate , the original Aztec , is imported to the County of Modica , Spanish protectorate. Between 500 and 600 cocoa was imported into Italy, precisely in Piedmont, by Catherine, daughter of Philip II of Spain , who married in 1585 Charles Emmanuel I, Duke of the Savoy. In the seventeenth century Cocoa arrived in Tuscany thanks to Francesco d’Antonio Carletti, a merchant of Florence.                                                                                                                  In 1615, Anne of Austria , married Louis XIII introduced the chocolate in France. Between 1659 and 1688 Paris was the only chocolatier is David Chaillou.                                                In 1650 the chocolate begins to be sold in England at Oxford he used chocolate in the same premises where they drank coffee.                                                                                               In the Venice of the eighteenth century created the first “coffee shops” who were also “chocolate shops” where you face a race to change the existing recipe inventing new versions.                                                                                                                                      Until the eighteenth century, chocolate was considered a panacea for all ills and are attributed miraculous virtues.                                                                                                       In 1802 he invented a machine blocks to refine the cocoa paste and mix with sugar and vanilla; however, we must wait for 1820 because the system was developed and is the first tablet commercial was produced in England.                                                                               In Turin, in 1852 , Michele Prochet begins to mix with cocoa and roasted chopped hazelnuts creating the dough Gianduja which will then be produced in the form of individually wrapped pralines . Daniel Peter , Swiss candle maker , with his father in law introduced in 1875 the milk chocolate.                                                                                                                 In 1879, Rudolph Lindt invented the process called conching, which is to maintain long- shuffled the melted chocolate to make sure that the mixing is homogeneous .                        In 1946 Pietro Ferrero created a hazelnut cream with the intention to sell a few pounds to the confectioners of Alba : the product was a success beyond all expectations, and a few years later , in 1964 , came the Nutella .

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Il primo carico documentato di cioccolato verso l’Europa a scopo commerciale viaggiò su una nave da Veracruz a Siviglia risale al 1585. Per tutto il Cinquecento il cioccolato rimane un’esclusiva spagnola. La tradizionale lavorazione per le tavole di cioccolato solide, di origina atzeca, viene importata nella Contea di Modica, protettorato spagnolo.  Tra ‘500 e ‘600 il cacao fu importato in Italia, precisamente in Piemonte, da Caterina, figlia di Filippo II di Spagna, che sposò nel 1585 Carlo Emanuele I, duca i Savoia. Nel Seicento il cacao arriva in Toscana per merito di Francesco d’Antonio Carletti, un commerciante di Firenze.                     Nel 1615 Anna d’Austria, sposa Luigi XIII, introdusse il cioccolato in Francia. Tra il 1659 e  il 1688 l’unico cioccolataio si Parigi era David Chaillou.                                                                Nel 1650 il cioccolato inizia ad essere venduto in Inghilterra: a Oxford si serviva cioccolato negli stessi locali in cui si beveva il caffè.                                                                                Nella Venezia del Settecento nascono le prime “botteghe del caffè” che erano anche “botteghe della cioccolata”, dove si face a gara per modificare la ricetta esistente inventando versioni nuove.                                                                                                                             Fino a tutto il XVIII secolo il cioccolato viene considerato la panacea di tutti i mali e gli vengono attribuite virtù miracolose.                                                                                           Nel 1802 Bozzelli inventò una macchina per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia; però, bisogna aspettare il 1820 perché il sistema fosse messo a punto e la prima tavoletta si tipo commerciale fu prodotta in Inghilterra.                                               A Torino, nel 1852, Michele Prochet comincia a miscelare cacao con nocciole tritate e tostate creando la pasta Gianduia che verrà poi prodotta sotto forma di gianduiotti incartati individualmente.                                                                                                                      Daniel Peter, fabbricante di candele svizzero, con il suo suocero presentò nel 1875 il cioccolato al latte.                                                                                                                         Nel 1879 Rudolph Lindt inventò il processo chiamato concaggio (conching), che consiste nel mantenere a lungo rimescolato il cioccolato fuso per assicurarsi che la miscelazione sia omogenea. Il cioccolato prodotto con questo metodo è il cosiddetto “cioccolato fondente”.   Nel 1946 Pietro Ferrero creò una crema gianduia con l’intenzione di venderne qualche chilo ai pasticcieri di Alba: il prodotto ebbe un successo superiore a ogni aspettativa e qualche anno dopo, nel 1964, nacque la Nutella.

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(Images from Web)

Chiara

Blink of Words

I had the privilege of growing up in a period of cultural revolution. And the music they have been a part. Maybe I was not nothing but a pawn, but I’m glad, however, to have contributed to change something.

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Ho avuto il privilegio di crescere in un periodo di rivoluzione culturale. E la musica ne è stata una componente. Forse non sono stata altro che una pedina, ma sono contenta, comunque, di aver contribuito a cambiare qualcosa.

(Patti Smith)

Jack Kerouac

Jack Kerouac, the “father of the Beat movement” is one of the most important American writers of the twentieth century. Jean-Louis Kerouac was born in Lowell, Massachesetts in March 1922 by a family of French-Canadian immigrants originating in Saint-Hubert-de-Rivière-du-Loup after youngest brother Gerard and his sister Caroline. His childhood was marked by a tragic event: the untimely death of his brother Gerard in 1922. He attended the parish school of St. Louis de France, where the teaching was in French. In 1932, at the age of ten, the family moved to Pawrucketville and began attending the Bartlett Junior High School here had difficulty communicating in English, and it took a few years to become bilingual. In the new school he met Sebastian “Sammy” Sampas, a greek friend with whom he shared a passion for literature. Jack was very good at sports, especially football and running. With large memory, at the age of only years he wrote his first novel “The Cop on the Beat.” In 1939 she graduated from Lowell High School. Between the 1939-40 Jack attended the Horace Mann Preparatory School in New York City and visited the local artists she met people like Henri Cru and Frankie Edith Parker, his first wife. In the ’40s, thanks to a scholarship for athletic merits, he enrolled at Columbia University. After a leg injury, he left football. Among his favorite reading: William Saroyan, Hemingway, Dos Passos, Joyce, Dostoevsky and Thomas Wolfe. In 1942 he entered the merchant marine and sailed all the way to Greenland. Returned to the mainland to attend the beginning of alternative environments in Greenwich Village, attending artist e bohemian. 1944 crucial year in which he met Lucien Carr, William S. Burroughs and Allen Ginsberg. Another important meeting was with Neal Cassidy.

Kerouac made ​​his debut as a writer in 1946-48 with the novel “The Town and the City,” published in 1950, was an immediate success. In the early fifties he devoted himself to writing short stories, which was stored in a backpack that carried with it around America. When Ginsberg and Cassidy moved to Berkeley and San Francisco, there followed, and here he met the young Zen poet Gary Snyder. In this period he began the Buddhist religion that seeks to reconcile with Catholicism. The second novel, “The Dharma Bums” describes a staircase Alpine with Snyder in the park Yosemite. Returning to New York he met Joan Haverty, who married in 1950. April 51, in just three weeks, he wrote his masterpiece, “On the Road”. The novel was published in 1957 and was defined as the manifesto of the Beat Generation. In San Francisco meets Alene Lee, and their love affair was born his novel “The Underground”, written in seventy-two hours. Punctuation in the text no longer exists and the prose flows freely. In Mexico City, where he joined Burroughs, began a relationship with Esperanza Villanueva, heroin addict and prostitute, who will be the protagonist of the novel “Tristessa.” In these years living in a whirlwind of sex and drugs. In 1956 he reached Burroughs in Tangier, and help in the writing of “Naked Lunch.” He then moved to Paris with Allen Ginsberg and Peter Orlovsky and Gregory Corso met. The Paris period is very hectic and Jack spends all his earnings in alcohol. Back in America, and after a short time in New York, spends his time between San Francisco and Big Sur.

Back to live in New York with his mother, who blames his son everything he has done in his life. You move back to Mexico City where it leads to completion “Desolation Angels” and returned to Lowell married his third wife, Stella Sampas, the sister of his childhood Sammy. But his demons do not go away and take him deeper and deeper. In 1966 he was in Italy, at the invitation of the publisher Arnoldo Mondadori Editore, where he held a series of lectures. The beginning of 1968 was marked by a tragic event: February 4 the friend Neal Cassidy was found frozen to death on the rails of a railroad in Mexico. To pull it out of the doldrums in-laws took him to Europe, but Kerouac does nothing but get drunk. He moved to St. Petersburg, Fla., died Oct. 21, 1969.

thumbs_Jack Kerouac scoring a touchdown against Lawrence High School. 1939. NYPL, Berg Collection, Jack Kerouac Archive thumbs_Jack Kerouac wearing US Coast Guard cap, 1942 thumbs_jack kerouac pipe gingham thumbs_jack kerouac piano thumbs_Allen Ginsberg & Jack Kerouac horsing around thumbs_jack kerouac close up thumbs_jack kerouac jacket Portrait Of Jack Kerouac thumbs_jack kerouac smoking reclined thumbs_william burroughs jack kerouac mortal combat with Moroccan dagger 1953 thumbs_william burroughs jack kerouac couch timthumb thumbs_neal cassady jack kerouac 2 tumblr_ljz2kce5si1qbhnp2o1_500 JackKerouac thumbs_Jack Kerouac with some of his book collection thumbs_jack kerouac visiting allen ginsberg 1964

Jack Kerouac, il “papà del movimento beat” è uno dei più importanti scrittori americani del XX secolo. Jean-Louis Kerouac nasce a Lowell, nel Massachesetts, nel marzo 1922 da una famiglia di immigrati franco-canadesi originari di Saint-Hubert-de-Rivière-du-Loup: ultimogenito dopo il fratello Gerard e la sorella Caroline. La sua infanzia fu segnata da un evento tragico: la prematura scomparsa del fratello Gerard nel 1922. Frequentò la scuola parrocchiale di St. Louis de France, dove l’insegnamento era in lingua francese. Nel 1932, all’età di dieci anni, la famiglia si trasferì a Pawrucketville e iniziò a frequentare il Barlett Junior High School: qui ebbe difficoltà a comunicare in inglese e ci vollero alcuni anni per diventare bilingue. Nella nuova scuola conobbe Sebastian “Sammy” Sampas, un amico greco con il quale condivise la passione per la letteratura. Jack era molto bravo negli sport, soprattutto football e corsa. Dotato di grande memoria, all’età di unici anni scrive il suo primo romanzo “The Cop on the Beat”. Nel 1939 si diplomò alla Lowell High School. Tra il 1939-40 Jack frequentò la Horace Mann Preparatory School a New York: visitò le città e locali di artisti in cui conobbe persone come Henri Cru e Frankie Edith Parker, la sua prima moglie. Nel ’40, grazie a una borsa di studio per meriti atletici, si iscrisse alla Columbia University. Dopo un infortunio alla gamba, abbandonò il football. Tra le sue letture predilette: William Saroyan,Hemingway, Dos Passos, Joyce, Dostoevskij e Thomas Wolfe. Nel 1942 entrò nella marina mercantile e navigò fino alla Groelandia. Tornato sulla terraferma inizio a frequentare gli ambienti alternativi di Greenwich Village, frequentando artisti e bohémien. 1944: anno cruciale in cui conobbe Lucien Carr, William S. Burroughs e Allen Ginsberg. Altro incontro importante fu quello con Neal Cassidy.

Kerouac esordisce come scrittore nel 1946-48 con il romanzo “La città e la metropoli”, pubblicato nel 1950: il successo fu immediato. Nei primi anni cinquanta si dedicò alla stesura di novelle, che era conservate in uno zaino che portava con se in giro per l’America. Quando  Ginsberg e Cassidy si trasferirono a Berkeley e San Francisco, lì seguì e qui conobbe il giovane poeta Zen Gary Snyder. In questo periodo si avvicina alla religione buddista che cerca di far convivere con il cattolicesimo. Il  secondo romanzo, “I vagabondi del Dharma”, descrive una scalinata alpina con con Snyder nel parco Yosemite. Ritornato a New York conobbe Joan Haverty, che sposò nel 1950. Nell’aprile del 51, in sole tre settimane, scrisse il suo capolavoro, “On the Road”. Il romanzo fu pubblicato nel 1957 e fu definito come il manifesto della Beat Generation. A San Francisco incontra Alene Lee,e dalla loro relazione amorosa nasce il romanzo “I sotterranei”, scritto in settantadue ore. Nel testo l punteggiatura non esiste più e la prosa scorre libera. A Città del Messico, dove aveva raggiunto Burroughs , intreccia una relazione con Esperanza Villanueva, eroinomane e prostituta, che sarà protagonista del romanzo “Tristessa”. In questi anni vive in un vortice di sesso e droga. Nel 1956 è raggiunge Burroughs a Tangeri e lo aiuta nella stesura di “Pasto nudo”. Si sposta poi a Parigi con Allen Ginsberg e Peter Orlovsky ed incontra Gregory Corso. Il periodo parigino è molto movimentato  e Jack spende tutti i suoi guadagni in alcool. Ritorna in America, e dopo un breve periodo a New York, passa il suo tempo tra San Francisco e il Big Sur.

Torna a vivere a New York con la madre, che rinfaccia al figlio tutto quello che ha fatto nella vita. Si sposta nuovamente a Città del Messico dove porta a compimento “Angeli di desolazione” e tornato a Lowell sposa la terza moglie, Stella Sampas, sorella dell’amico d’infanzia Sammy. Ma i suoi demoni non spariscono e lo portano sempre più a fondo. Nel 1966 è in Italia, su invito della casa editrice Arnoldo Mondadori Editore, dove tiene una serie di conferenze. L’inizio del 1968 è segnato da un evento tragico: il 4 febbraio l’amico Neal Cassidy fu trovato morto assiderato nei binari di una ferrovia in Messico. Per tirarlo fuori dalla depressione i cognati lo portano in Europa, ma Kerouac non fa altro che ubriacarsi. Trasferitosi a St. Petersburg, in Florida, muore il 21 ottobre 1969.

(Images from Web)

Chiara